Ospite del Rotary Club Ancona Conero il Presidente Massimo Stronati dell’Interporto Marche ha concluso il ciclo di incontri dedicati alle grandi infrastrutture marchigiane.
“Di porto, aeroporto e interporto si parla da anni – ha detto Stronati – ma solo adesso abbiamo la possibilità di stringere i tempi e interconnettere veramente questi snodi in una visione intermodale completa. Perché solo oggi c’è il progetto, ci sono le volontà e c’è già un programma preciso di investimenti”.
A rafforzare tali parole e testimoniare la volontà politica di chiudere il cerchio e lanciare il “nuovo” interporto l’Assessore regionale Giacomo Bugaro che invitato dal Presidente del Rotary Club Ancona Conero Alessandro Scalise, ha raccolto la sfida anche dal punto di vista della tempistica del progetto. Massimo Stronati viene dal mondo della cooperazione, è stato ed è lui stesso imprenditore di grandi aziende e ai vertici di Confcooperative Marche.
“Dopo diversi anni di stop and go – ha detto – a settembre di quest’anno finiremo i lavori di base per alcune ristrutturazioni della struttura e della viabilità in vista dell’avvio dell’attività del polo logistico Amazon. Ma già guardiamo al futuro.
C’è l’opportunità di rilevare un terreno dalla Zipa di Jesi e riportare qui la cubatura in modo da poter ampliare aree e spazi sia per ulteriori investimenti di Amazon sia per lo stesso centro logistico che attrae molte importanti aziende e potrebbe addirittura intercettare, con l’ampliamento della stazione ferroviaria interna, i treni merci che vengono dal sud. Con il potenziamento successivo anche di insediamenti produttivi, commerciali, turistici. Puntiamo anche a diventare un hub di smistamento beni di grande consumo, come le automobili che provengono dall’Asia…”.
Insomma, l’Interporto non è e non sarà solo un centro logistico. Con i suoi 500mila mq di cui 100mila coperti, tre binari ferroviari, la posizione sulla direttiva per Roma, a pochi km da porto e aeroporto, con Amazon che assume 1000 persone, è in procinto di diventare la prima infrastruttura delle Marche dedicata all’intermodalità per numeri e importanza.
Non sarà Bologna o Verona, ma si allinea ai 24 interporti di cui fa parte, nella rete UIR interconnessa direttamente all’Europa. “Sull’internazionalizzazione puntiamo molto” hanno detto sia Stronati che Bugaro.
Fra gli investimenti già previsti ulteriori 45mila mq da costruire per il centro direzionale che prevede anche una struttura ricettiva e spazi espositivi. La vera sfida è far fermare qui e stoccare le merci che transitano al porto di Ancona, che detiene per cargo e teu il maggior traffico dell’Adriatico paragonabile solo allo scalo di Ravenna. “Stiamo per chiudere il cerchio – ha concluso il Presidente dell’Interporto – e lo sviluppo delle nostre imprese farà di questa regione la più attraente del centro Italia”.
“Da quando sono assessore – ha incalzato Bugaro – abbiamo fatto decine di riunioni: la Regione Marche ha qui il suo obiettivo prioritario per strategia, volumi e possibilità di crescita di traffici, turismo e occupazione, con la certezza di attirare anche nuovi capitali e investitori in questa infrastruttura aperta a 360° alla rete intermodale internazionale”.
L’interessante discussione si è conclusa con la consegna dei gagliardetti rotariani agli ospiti da parte del Presidente Scalise.

