“Molti soci del Rotary Club Ancona Conero sono medici – ha detto il Presidente Alessandro Scalise – e ci siamo accorti che mancavano le carrozzine nelle corsie dell’Ospedale di Torrette. Ci siamo attivati e siamo riusciti con la raccolta fondi dello scorso Natale a consegnarne sei al direttore sanitario Claudio Martini, con piena soddisfazione del direttore generale Armando Gozzini”.
Il gesto del Rotary Club Ancona Conero non è di quelli che passano inosservati: rinforzare la dotazione di strumenti fondamentali come questi per i pazienti con difficoltà deambulatorie è importante e dimostra grande sensibilità.
La sera stessa della consegna, al tradizionale incontro di “caminetto” del Rotary Club Ancona Conero, Scalise ha invitato sia Gozzini che Martini. Il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Torrette che ingloba gli ospedali Riuniti Lancisi, Salesi e Umberto I, ha ricordato i numeri della maggior azienda sanitaria della regione Marche. Ad iniziare dalle 243.694 giornate di degenza nell’anno 2024, con 3,9 milioni di esami effettuati e 41.482 pazienti dimessi con 7 gg di permanenza media di ricoveri. Ben il 48% dei ricoveri passano attraverso il Pronto Soccorso. Pazienti che provengono anche per il 10% da fuori regione, prevalentemente Abruzzo ed Umbria.
Per mantenere simili numeri i fondi del PNRR sono stati spesi tutti in dispositivi e apparecchiature, per esempio sono state acquistate fra l’altro due nuove TAC e due risonanze magnetiche, di cui si sentiva il bisogno anche per cercare di sollevare il pesante fardello delle liste d’attesa che rimane la criticità numero uno. Gozzini ha poi ricordato che Torrette ci sono giornalmente oltre 5000 persone di cui 3817 dipendenti (124 dell’Università) per 960 posti letto attuali. Si dividono in 842 per acuti, 78 day hospital, 13 di riabilitazione e 5 day surgery.
“Rimane da sottolineare – ha concluso Gozzini – che il pareggio del bilancio fra oneri, dipendenti, spese di manutenzione e macchinari, costi che ammontano a oltre 480 milioni di euro, ci spinge avanti nella nostra professione con la consapevolezza che i riconoscimenti avuti come piazzamento fra i migliori nosocomi italiani devono essere stimoli a fare sempre meglio per una struttura complessa che si appoggia sul sacrificio e la competenza di una rete sinergica molto vasta, fatta sì di tecnologie e strutture materiali ed immateriali ma soprattutto di persone”.

