Il prof. Pietro Alessandrini ha lanciato un chiaro e forte messaggio – non senza qualche preoccupazione per il futuro – su come dovrebbe rilanciarsi, rinvigorirsi e rimettersi in linea con lo sviluppo almeno delle altre regioni italiane, il “vecchio” modello imprenditoriale marchigiano. Secondo la sua visione, supportata da anni di studi ed analisi fatti in team con altri economisti della facoltà di Economia di Ancona della Università Politecnica delle Marche, siamo passati in un tempo relativamente breve dal “piccolo è bello”, modello invidiatoci da tutto il mondo, ad una staticità impressionante dovuta al blocco subìto dalle imprese familiari incapaci di affrontare il passaggio generazionale e dalla sottodimensionalità delle aziende stesse.

L’incontro con il prof. Alessandrini è stato organizzato dal Rotary Club Ancona Conero del neopresidente Maurizio Miranda, nella nuova sede dell’hotel Passetto.

L’occasione è servita per sottolineare la debolezza strutturale e la bassa produttività delle Marche. Un tessuto imprenditoriale che non può e non deve rassegnarsi al declino. La parola su cui insistere, ha detto Alessandrini, è Organizzazione. Anzitutto guardare a moltiplicare i motori dello sviluppo e non affidarsi solo a quello industriale. Poi sia l’ente Regione in primis a stimolare con bandi su misura i giovani che vogliono intraprendere, formando nuove leve di manager e agevolando il lavoro e l’occupazione. La Regione deve assumere un ruolo guida di tipo propositivo nello sviluppo delle aziende anche per l’assenza di una Banca delle Marche che abbiamo perduto. Alessandrini poi ha risposto a varie domande dei soci rotariani lasciando la speranza di un consolidamento imprenditoriale per non perdere la produttività rimasta ed il genio marchigiano che tanto ha brillato in un recente passato.