“Avere due o tre bimbi in più che si iscrivono alla scuola di rugby è più importante che vincere tutte le partite”. Questa la lezione numero uno di Gonzalo Quesada che ad Ancona insieme alla olimpionica di lancio del peso e del disco Assunta Legnante il 17 aprile scorso ha incantato i ragazzi dell’Unione Rugbistica Anconitana (organizzatore dell’evento) grazie al Presidente Claudio Martini, al Presidente Ernesto Cimino e al figlio Franco. E poi il monito dell’altro nazionale di rugby Mauro Bergamasco: “In questo sport non è la performance che conta ma avere cura del potenziale”.
La serata prima, al Rotary Club Ancona Conero sede Passetto, l’incontro voluto dal presidente Scalise per presentare il progetto “Giovani, Sport e Valori” lo sport come palestra di vita per educare le nuove generazioni, promosso dal Rotary Club Ancona Conero mentre la mattina del giorno dopo al campo Mandela della Montagnola, ha avuto luogo il torneo delle scuole collegato a questo evento grazie alla collaborazione anche di ADESF Ancona e dei Ragazzi ed Amici del Galilei.
Poi le grandi emozioni dell’incontro alla Mole voluto dal Rotary Club Ancona Conero del Presidente Alessandro Scalise sotto la regia del socio prof. Giorgio Rappelli, insieme all’URA, con il sostegno del Comune di Ancona (c’erano il sindaco Silvetti, il vicesindaco Zinni e l’assessore Caucci) il Presidente del Coni Marche Fabio Luna, con il patrocinio di Panathlon, Comitato italiano Paralimpico, Ufficio scolastico regionale, Fondazione Salesi e Federazione italiana Rugby, in collaborazione con Lega Italiana Fibrosi cistica, Distretto Rotary 2090/Progetto EndPolioNow e Confartigianato di Ancona-Pesaro.
“Il rugby più che uno sport è scuola di vita – ha detto Quesada – non importa come si gioca, ma capire perché si gioca. La vittoria arriva se ognuno esprime il suo valore e rispetta il suo ruolo. Ogni volta si cade e ci si rialza, più forti, determinati e consapevoli. Al servizio della squadra”. E’ Assunta Legnante a tirare le fila: “Quando ho perso la vista era preparata. Non mi arrendo, vincere è rialzarsi e ricominciare, al di là dei risultati”. In platea, cento bambini a bocca aperta ad ascoltare questi “campioni dentro”.
La presenza di Gonzalo Quesada (nato a Buenos Aires il 2 maggio 1974) esperto coach di rugby a 15 ed egli stesso ex rugbista a 15 argentino, attuale Commissario tecnico della nazionale italiana è stata un evento straordinario. E’ reduce da successi davvero incredibili, come per esempio la recente vittoria storica al torneo “Sei nazioni” sull’Inghilterra, nazione dove questo sport è nato. Un’impresa davvero grandiosa, frutto dell’ottima intesa di squadra che ha saputo creare con la nazionale italiana.
Il rugby in particolare è uno sport la cui disciplina è di per sé una lezione di vita che giova ai ragazzi di qualsiasi estrazione sociale insegnando valori incrollabili e solidi. Ancora una volta un messaggio perfettamente calibrato all’educazione giovanile ed in linea con lo spirito rotariano di servizio.


